lunedì 24 febbraio 2014
L'imperfezione della Perfezione
Che sia maledetta la perfezione!
Non è una bestemmia verso Dio, perchè Lui è una forma di Perfezione trascendentale, che nella nostra limitatezza umana non ci è data capire.
No, parlo dell'uomo che pur sapendosi limitato, ritiene alcuni aspetti del proprio carattere, del proprio Io, esenti da imperfezioni.
La pietra angolare di alcuni può essere la bellezza, per altri una alta morale, per altri ancora il senso della famiglia, oppure un appartenenza di gruppo, o meglio un credo religioso.
Nulla di sbagliato se una di queste cose, o più di una di queste cose, non diventa perno di perfezione. Se ciò avviene, capiterà un periodo della vita in cui quel senso di perfezione verrà messo a dura prova dalla realtà, e in quel caso l'uomo, entrarà in crisi.
Facciamo alcuni esempi:
Colui che vede nella bellezza la sua perfezione:
Invecchiando perderà parte di questo apparire, la conseguenza è che ricorrerà, probabilmente, a tutti gli espedienti possibili per mantenerla, rischiando di diventare man mano una figura grottesca di ciò che era prima.
Rischia di entrare in un circolo di disperazione, ma potrà uscirne vedendo che anche in quella ruga in più, nel capello bianco, nell'appassimento, c'è un splendida armonia, una grandiosa dignità.
Colui che vede nell'amicizia, nella famiglia, nell'amore romantico per il patner la propria perfezione:
non cadrà nel momento in cui un amico avrà voltato le spalle, un parente lo avrà deluso, un amore lo avrà lasciato, ma nel momento in cui queste cose le avrà fatte lui. Penserà di non essere un uomo degno di amore perchè è come se non sapese più amare, come se non fosse più se stesso, quando in realtà, magari, i rapporti di amicizia cambiano, i parenti possono essere a volte trascurati, e un amore può finire, senza che ciò comporti senzi di colpa opprimenti. Se si riconosce in se un qualcosa di sbagliato meglio prima perdonarsi, e poi magari chiedere scusa.
Colui con un perfezionismo morale o con un alto senso religioso:
cadrà nel momento in cui si troverà gioco-forza contro tale morale, o sarà tentato o colto a peccare. Se uno mette il perfezionismo nel suo senso di bontà non significa che "fare qualcosa ritenuta cattiva" lo sia per forza. Siamo umani, pecchiamo proprio perchè lo siamo, sbagliamo perchè se no non ci sarebbe crescita.
Colui che ha un inconscio che spinge dicendo "sii perfetto in ciò, sii degno di esistere!" farebbe bene a comprendere che tali parole sono il sibilo di un serpente pericoloso, con l'unico scopo di avvelenare l'uomo al primo passo falso che, volente o nolente, commetterà.
L'uomo con la sindrome della perfezione è il primo ad essere vulnerabile. Cade nel momento in cui la sua "perfezione" è messa in dubbio. Chi sa di avere dei limiti è più propenso a migliorarsi, in fondo la vera grandezza nasce proprio dall'imperfezione, da un cuore che cerca di crescere.
martedì 21 gennaio 2014
I 10 film che uno psicologo deve vedere
10 - Un giorno di ordinaria follia
Cosa farebbe un uomo (William Foster), vessato dalla società, se provasse a riprendere il controllo della sua vita andando contro tutto e tutti senza guardare più alle regole imposte dalla cosidetta normalità? Che succederebbe se a dire basta fosse un uomo non comune, affetto da una rabbia non più repressa, che cambia il modo di manifestare al mondo il suo tormento? Uno spaccato sull'assurdità del quotidiano e sulle piccole ingiustizie che tutti siamo costretti a subire. Occhio a comportarsi male con chi abbiamo di fronte; un uomo all'apperenza normale non sappiamo cosa, in realtà, nasconda dentro.
Cit:
- "Ho superato il punto di non ritorno. Sai qual è? È il punto in cui, in un viaggio, è più conveniente proseguire che tornare indietro."
09 - Qualcuno volò sul nido del cuculo
Un carcerato, Randle Patrick McMurphy, preferisce essere trasferito in un manicomio piuttosto che scontare la sua pena, fingendo una pazzia. La realtà con cui si dovrà confrontare sarà altrettanto dura, visto il regime poco terapeutico e molto controllante che persiste nell'asilo psichiatrico. L'uomo mostra ai suoi coinquilini un modo nuovo e stravagante di vivere, che paradossalmente li rende più liberi di esprimere quello che sono realmente, malgrado la loro malattia mentale. La scelta dello staff medico sarà quella di "annullarlo". Il film affronta la dura realtà dei primi manicomi che interagivano con la malattia piuttosto che con il vero benessere delle persone. Una realtà che come nel finale del film deve, con la forza, essere cambiata.
Cit:
- "Lei pensa che la sua mente abbia qualcosa che non va ?"
- "No signore, è una meravigliosa stupenda macchina della scienza."
08 - Buon compleanno, Mr. Grape!
In un sobborgo americano Gilbert Grape si occupa della sua famiglia, del suo fratellino ritardato e della madre affettà da un gravissimo problema di obesità che la inchioda a casa. Il ragazzo è l'unico che deve confrontarsi quotidianamente sia con la società, che con i problemi dei suoi amati, cercando con difficoltà di proteggerli da tutto e tutti. Gilbert assapora una ventata di aria fresca e di vita nuova quando si innamora di una ragazza di passaggio che viaggia in camper. La responsabilità verso la sua famiglia lo terrà comunque ancorato a questa realtà in cui riuscirà a prendersi i suoi meritati spazi.
Cit:
- " "Grande" non riesce a contenerlo tutto, la parola grande è così piccola. Dovremmo usare delle parole giganti per poter descrivere il cielo, sul serio!"
07 - Risvegli
Cit:
- "Sappiamo solo [...] che lo spirito dell'uomo è più forte di qualsiasi farmaco, e che questo spirito ha bisogno di essere nutrito. Il lavoro, il gioco, l'amicizia, la famiglia: sono queste le cose che contano, e noi l'avevamo dimenticato. Le cose più semplici."
06 - A beautiful mind
La storia di una mente geniale, quella di John Nash, un grande matematico con problemi di schizofrenia. Nash, all'apice della sua ascesa intelletiva, sperimenta le gravi conseguenze della sua malattia, con allucinazioni che mettono in pericolo lui stesso e i suoi cari. Quando Nash, grazie sempre alla sua straordinaria mente, riece a comprendere che le allucinazioni, dall'aspetto di persone a lui care, fanno solo parte della sua mente e del suo malessere, decide man mano di ignorarle e di conviverci riuscendo a portare avanti la sua vita e i suoi studi vicino una moglie amorevole e ad un'accademia scientifica che lo rispetta per quello che è e che lo investirà di meritati premi.
Cit:
- "Cos'è veramente la logica? Chi decide la ragione? La mia ricerca mi ha spinto attraverso la fisica, la metafisica, l'illusione e mi ha riportato indietro. E ho fatto la più importante scoperta della mia carriera. La più importante scoperta della mia vita. È soltanto nelle misteriose equazioni dell'amore che si può trovare ogni ragione logica. Io sono qui stasera solo grazie a te. Tu sei la ragione per cui io esisto. Tu sei tutte le mie ragioni. Grazie. "
05 - K-Pax, da un altro mondo
In una stazione di Manatthan viene trovato un uomo, Prot, che dice di venire da K-Pax, un pianeta distante milioni di anni luce dal nostro. Prot viene inserito dentro un reparto psichiatrico seguito da dottor Mark Powell. Il medico rimane subito affascinato da Prot, perchè per quanto la sua storia sembri assurda, trasuda da essa una logica formidabile. Infatti, tutti i pazienti del reparto cominciano a credere che Prot provenga davvero da K-Pax, ma non solo loro. Prot sembra avere un effetto benefico su tutti perchè, per quanto dice di non essere umano, si porge in modo empatico, tanto da portare diversi pazienti sulla strada della guarigione. Il dottor Powell, sebbene affascinato da Prot, vuole scoprire cosa si nasconde dietro la realtà di quest'uomo misterioso e quale trauma deve aver subito per inventare un mondo tutto suo. Un viaggio dentro il mistero della psiche umana.
Cit:
- "Sa che cosa ho capito dottor Powell? Che la morte... è qualcosa su cui non abbiamo nessun controllo... Perché dunque sprecare la vita ad averne paura?"
04 - Shutter Island
Edward "Teddy" Daniels e il suo collega Chuck sono stati contattati dal direttore di un ospedale psichiatrico, per detenuti violenti, posto a Shutter Island,
per scoprire il mistero dietro la scomparsa di una donna. I due si troveranno da subito coinvolti in situazioni paradossali, ostacolati in parte dei carcarieri e in parte dall'evitamento dei pazienti. Non sarà questo il solo ostacolo a cui andrà incontro Teddy, perchè comincerà a vedere lui stesso cose a cui non crede, fino ad arrivare a dubitare della sua stessa sanità mentale. Può un forte dolore provato nella vita avergli fatto inventare tutto? O quello che succede è opera di un complotto più grande di lui?
Cit:
- "Cosa sarebbe peggio? Vivere da mostro o morire da uomo per bene?"
03 - Rain Man
Charlie è un uomo d'affari che, alla morte del padre, scopre di avere un fratello, unico erede del patrimonio del genitore, che è affetto da una grave forma di autismo. Charlie prende con se Raymond per usufruire dell'eredità, e quando scopre che il familiare è un "Idiot savant", cioè un genio del calcolo, lo utilizza per contare le carte a Blach Jack e vincere soldi a Las Vegas. Ma i momenti passati insieme e i ricordi da bambino che si faranno man mano strada nella mente di Charlie, porteranno l'uomo ad avvicinare al fratello, passando dallo sfruttamento delle sue qualità ad un senso genuino di amore.
Cit:
- "Quando ti ho detto che dobbiamo stare sulla stessa strada intendevo che dobbiamo restare in contatto. Voglio essere tuo fratello!"
02 - Qualcosa è cambiato
Un affermato scrittore di romanzi rosa, Melvin Udall, molto pieno di se, antipatico e severo verso tutti, ha un eccessivo bisogno di controllo della sua vita, dovuto ad una sintome ossessivo-compulsiva che lo fa vivere in maniera troppo schematica. I suoi schemi verranno rotti, man mano, da eventi imprevedibili, al di fuori dal suo modello esistenziale. La presenza di un cagnolino nella sua vita, l'apertura verso gli altri e la scoperta di provare amore per una donna lo metteranno in dura crisi, che supererà lasciandosi alle spalle i suoi più opprimenti modelli disfunzionali e le sue più ferree convinzioni.
Cit:
- "Diciamo io cos'ho?... un disturbo? Il mio dottore, uno psicanalista da cui andavo sempre, dice che nel 50 - 60 % dei casi una pillola può aiutare molto. Io odio le pillole [...] uso la parola odio apposta per loro, ODIO! Il mio complimento per te è : la mattina dopo che mi hai detto che non avresti mai fatto l'amore con me ho cominciato a prendere le pillole!"
- "Non capisco come possa essere un complimento per me!"
- "Mi fai venire voglia di essere un uomo migliore!"
01 - Si può fare
Nello è un sindacalista che viene allontanato dai suoi compagni perchè troppo progressista nelle sue idee. Viene messo in una cooperativa, detta 180, per i pazienti dimessi dai manicomi e che cercano un reinserimento lavorativo. Trattati da tutti solo come peso della società, Nello sembra l'unico in grado di interagire con loro con spirito umano, facendo riscoprire in se stessi un enorme potenziale. La strada non è semplice, ma la voglia di mettersi in gioco dell'uomo unito con la sua grande capacità di ascolto porteranno ai pazienti frutti insperati, con un miglioramento della loro qualità di vita e la riscoperta del loro valore personale.
Cit:
- "Io non gli do ragione solo perché sono matti. Li ho sempre trattati alla pari. Se mi fanno incazzare, mi incazzo: questo è rispetto."
- "Loro che ti votano contro è la tua vittoria più bella, non te ne sei reso conto?"
Ci sono poi altre decine e decine di film sul tema, ma non c'è, per adesso, lo spazio e il tempo di approfondirli. Quindi, solo per ora:
Buona visione!
venerdì 13 dicembre 2013
Non esiste una ricetta per la felicità
E' pura verità quando si sostiene che l'uomo, per sua natura, cerca il piacere e rifugge le situazioni spiacevoli.
Segue questa regola, paradossalmente, anche colui che si autoinfligge lesioni, perchè, a suo modo di vedere, prova dal dolore piacere, o è l'unico modo che conosce per sentirsi vivo.
Al tempo dei social, al tempo della vita senza privacy, al tempo della frenesia e del consumismo sfrenato, la ricerca del piacere sembra essere diventata la sola e unica ossessione che fa andare avanti l'uomo in un mondo che sembra non avere più paletti o binari su cui muoversi.
Tutti, me compreso, pensano che essere felice, o magari semplicemente sereno, abbia un segreto universale che possa essere valido sempre. Purtroppo non è così!
Capita di vedere post su facebook in cui si inneggia ai "passi" per essere felice. Non è neanche sbagliato farlo notare, possono sembrare consigli utili, e per lo più lo sono, ma restano comunque "passi" non necessariamente utili allo stesso modo per tutti.
Perchè questo? Perchè c'è chi è felice con una semplice passeggiata sotto il sole, e chi lo è stando a casa a giocare alla playstation. C'è chi è sereno andando alla disco, chi leggendo un buon libro, o studiando per accrescere la sua conoscenza. C'è chi è felice cercando la compagnia di un amico, chi allo stesso modo fugge da tutti e intrapende un viaggio in solitaria.
Non c'è ragione o torto, tutti possono ricercare il loro star bene dove vogliono e come desiderano.
Tutto farebbe pensare che il trucco sarebbe quello di "segui la tua strada in libertà" , "fai quello che vuoi" , "sentiti libero di percorrere i tuoi specifici passi"!
Ma la libertà è effimera quanto la felicità, soprattutto ai tempi d'oggi.
Chi si costruisce una famiglia toglie libertà a se stesso, chi si impegna a portare a termine un lavoro toglie libertà a se stesso, chi studia per un esame toglie libertà a se stesso. Tutti lo fanno perchè guardano ad un futuro in maniera cotruttiva; ma in un presente dove la base è la paura, il futuro appare incerto e spaventante, quindi la nostra mancanza di libertà dovuta a dei doveri appare ancora più stretta.
Insomma, quando si sceglie un percorso di vita si direziona il tutto in dei binari che tolgono libertà. Ed è poi dentro quei binari, quegli spazi, che cerchiamo di muoverci, che cerchiamo i momenti di piacere, che cerchiamo la libertà anche di breve durata.
Ma i blocchi, i malesseri, le difficoltà e gli stress fanno parte della vita quanto ne fa parte il piacere e il benessere. Agli stress non possiamo sottrarci, neanche volendolo a volte, quindi tanto vale saperli affrontare in modo sano. Chi non ci riesce è tentato di pensare che tutto sia inutile. E' in quel momento che in tanti cadono, si abbattono, pensano che la lotta sia futile, e magari rischiano di entrare in un circolo di disperazione.
Ma se essere liberi non basta? Se essere costruttivi non basta? Se anche gli effimeri piaceri non bastano? Come si può ricercare ai tempi d'oggi la serenità?
Una ricetta non c'è, ma alcuni consigli ve li posso comunque dare, sta a voi capirli e farli vostri, senza trattare questi ne come dogmi di legge ne come barzellette:
1 - Accettare : la situazione, il periodo, le paure, i dubbi, ma soprattutto voi stessi!
2 - Non arrendersi: se cadete mille volte, alzatevi mille e 1. E' vero che ciò che non uccide fortifica! E ciò che non ti ammazza stronzifica!
3 - Non cercare rassicurazioni negli altri: in fondo sono esseri umani esattamente come voi, e non essendo più bambini non dovete dipendere più da nessuno, ma essere inter-dipendenti, in modo che si ci possa realmente sostenere l'un con l'altro senza caricare pesi eccessivi. Se dovete alzare una cassa da 100 kg rischiereste di farvi male, se la fate alzare ad un altro rischiereste di fargli male, se la alzate insieme siete entrambi capaci di spostarla.
4 - Non cercare rassicurazioni in se stessi: non ne avete bisogno, siete quello che siete. La natura, le relazioni, la vita vi ha già formato, non c'è bisogno di verificare ogni volta tutto quello che fate per capire chi siete, non c'è bisogno di dimostrare nulla a nessuno, specialmente a voi stessi. Se lo fate, se cercate verifiche, fatelo solo per trovare piacere e no conforto.
5 - Viversi le emozioni: non nascondetele mai, anche quelle più brutte. La rabbia, la paura, la rassegnazione, l'invidia, la gelosia, e tutte le emozioni spiacevoli fanno parte della natura umana esattamente come quelle che vi fanno stare bene. Quindi non deviatele in altro, vivetele in modo sano e naturale... se proprio non riuscite datene libero sfogo nella vostra mente, senza paura e timori, li ci siete solo voi che vi ascoltate, e potete pensare e vivervi tutto senza che nessuno possa farvi del male o giudicarvi!
6 - Non giudicare ogni cosa, ne altri ne voi stessi: finitela di mettere sotto esame la qualsiasi cosa. Non dico che avere dei giudizi sia sbagliato, ma non fatelo diventare il vostro modello di vita. Giudicare un sentimento, un azione, un comportamento, che sia il vostro e quello di altri, porta solo ad atterrirvi ancora di più se lo ritenete sbagliato. Sapete già da voi cosè quello che vi appare giusto, datevi modo di giustificare invece di giudicare, e se non riuscite pazienza, non tutto può essere spiegato.
7 - Mostrare: se siete afflitti da un malessere non nascondetevi. Se vivete emozioni forti manifestatele (in modo sano). Non tenetevi sempre tutto solo per voi, non tutto può essere messo e sostenuto solo dal cuore. Chi accumula dentro se stesso il peso di mille risposte non date si avvelena a poco a poco. La pentola messa a bollire, se sigillata, prima o poi scoppia, quindi trovate un modo per sfogare quello che avete dentro.
8 - Sentirsi liberi nello stare con se stessi: trovate nel vostro mondo spazi di libertà, in cui stare bene prima con voi stessi che con gli altri. Chi non sta bene con se stesso tende a crearsi circuiti di dipendenza che a lungo andare possono diventare cronici. Chi è in pace con se stesso non ha bisogno di questi circuiti, che diventano invece semplici bisogni da gustarsi e soddisfare!
Buona vita a tutti noi! E' un augurio di cuore!
venerdì 29 novembre 2013
C'è chi Cade e chi Decade
Chi gli ha creduto pensava che fosse un Immortale!
Chi gli ha creduto ha visto tutte quelle pecore che gli erano accanto o scappare via a gambe levate rivolti verso altri lidi, o nascondersi fra le sue gambe, ancora una volta, perchè non hanno la forza di poter andare avanti da soli!
Chi gli ha creduto ha preso in pieno la crisi!
Chi gli ha creduto ha preso in pieno un tir di menzogne, macchinazzioni, raggiri, sbruffonaggini varie!
Chi gli ha creduto è rimasto di sasso, dopo che i sassi li ha presi in faccia!
Chi gli ha creduto pensa che un giorno tornerà e ci salverà, come se in questi 20 anni non avesse fatto altro!
Chi gli ha creduto pensava di avere fama e successo, e ha patito fame e sfruttamento!
Chi gli ha creduto pensa che fosse simbolo di democrazia, mentre era simbolo di quella libertà che ci veniva sgretolata sotto i piedi!
Chi gli ha creduto ha pensato avesse un alta moralità, ma quando questa gli veniva a dubbio, allora per lui tutto era lecito, perchè è l'uomo!
Chi gli ha creduto pensava che con facilità si potesse ottenere tutto!
Chi gli ha creduto pensava che ci fossero i ricchi e i poveri, e che fare parte dei ricchi fosse un loro diritto di nascita!
Chi gli ha creduto pensava che il sistema fosse marcio, mentre il marcio lo aveva in casa!
Chi gli ha creduto non pensava sarebbe mai caduto!
IL FATTO È CHE CHI GLI HA CREDUTO HA DECISO LE SORTI ANCHE DI CHI NON GLI HA CREDUTO, FACENDO PORTARE A LORO, SOPRATTUTTO A LORO, IL PESO DI QUESTA FEDE!
È stato lui a decadere, dopo aver fatto cadere una nazione intera!
martedì 5 novembre 2013
La paura fa 90 !
Tra tutte le magagne umane quella che la maggioranza della gente vorrebbe togliersi è la paura! Questo sentimento sembra bloccarci spesso in parecchie cose: abbiamo il timore di fare delle scelte, di dichiarare i nostri veri sentimenti, di viverci delle emozioni, di perdere nelle sfide della vita, di stare male! Perciò, a chiunque chiedi ti risponderà sempre che la paura, fosse per lui, andrebbe eliminata a prescindere!
Peccato che ciò comporta un piccolo inconveniente che andremo subito a spiegare con un esempio:
Nei tempi preistorici un nostro antenato si trovò di fronte ad un leone. In quel momento, la parte più antica del suo cervello, comune a quella di tutti gli animali, fece scattare il meccanismo denominato "Attacco-Fuga" che funziona grazie alla paura. Significa che il nostro avo dovette regolarsi fra due scelte:
1 - Attaccare il leone per difendersi, ma data la mole fisica si sarebbe trasformato presto in un ottimo spuntino per il pranzo!
2 - Darsela a gambe, sperando che il leone non fosse stato più veloce di lui e non sappesse arrampicarsi sugli alberi.
Questo meccanismo di difesa scatta solo grazie alla paura, quella di perdere la vita. Ora mettiamo che questa non fosse stata presente nel nostro corredo genetico. Il leone avrebbe di fatto mangiato il nostro avo senza che questo "volesse" opporre resistenza. Infatti, non provando paura, non ci sarebbe stato ne la reazione di attacco ne quella di fuga per salvaguardare la propria vita.
Quindi, in poche parole: la paura è funzionale alla sopravvivenza!
Ora, l'uomo moderno non incontra leoni se no in uno zoo, e a parte rari casi difficilmente si mette in pericolo da solo... ma la paura è sempre presente, sempre radicata nel profondo, e potenzialmente disfunzionale, per molti altri motivi.
E' funzionale quando, magari, ci fa andare più cauti in macchina, ci fa gestire meglio le nostre parole con le persone, ci permette di relazionarci con gli altri evitando di dire cavolate o fare figure barbine.
E' disfunzionale quando diviene patologica: cioè quando non sembra che ci sia nessun motivo per provarla, ma lei è presente lo stesso! Questa è capitata almeno una volta a tutti nella vita e purtroppo non può essere gestita a piacimento (è come cercare di regolare i battiti cardiaci con la volonta).
Perchè sono presenti queste paure disfunzionali?
Perchè nascondono qualcosa a noi stessi, perchè certe volte è più facile essere impauriti che arrabbiati , delusi, frustati, rammaricati con il mondo o con se stessi. Non accettarsi o pensare di non esserlo dagli altri è quello su cui questa si basa per raffozzarsi.
E allora che fare?
Come consiglio posso dirvi di cercare di comprendere cosa è che realmente vi spaventa, perchè quando la paura vi fa stare male è sicuramente qualcosa di cui inizialmente non avete cognizione di causa. Un altro consiglio è quello di farla scorrere, non lottarci contro ma accettarla. Accettare se stessi è il primo passo per sconfiggere le paure irreali e comprendere chi siamo veramente.
Chi si accetta riesce meglio a inquadrarsi nel suo stesso contesto, chi si inquadra comprende chi realmente è, e se magari ci sono cose da migliorare e da li che può partire, con più fiducia e senza più tremore nelle gambe!
giovedì 31 ottobre 2013
Smettila di correre e guarda dal finestrino!
Una volta mi trovavo alla stazione di Roma Tiburtina e mi incamminai nel sottopassaggio per andare a prendere la metropolitana che mi avrebbe condotto a Roma Termini. Avevo una certa fretta, i minuti erano contati, e non volevo perdere una singola coincidenza. Prima di entrare in metropolitana ho dovuto letteralmente fare lo slalom fra migliaia di persone, perchè come me erano tutti di fretta, tutti a correre, tutti, giustamente, con i loro tempi e le loro mete da raggiungere.
La metropolitana, manco a dirlo, era piena zeppa, stavamo tutti stretti stretti, schiacciati, a sentire i respiri di ogni singolo vicino di spazio. Quando sono uscito alla mia fermata sono letteralmente stato espulso fuori a propulsione, e senza sosta ho cominciato di nuovo lo slalom che mi ha portato nel giro di 10 minuti al mio treno. Salito su ho potuto costatare che ero sudato, con l'affanno, con i piedi indolenziti, e il dolore al collo: "e sono solo le 7.30 di mattina, cominciamo bene!"
La fretta!
La fretta e la corsa! La corsa e l'affanno! La meta che diviene tappa! La tappa che diventa inizio! L'inizio e una nuova corsa! E' il ciclo che riparte!
Il mondo corre come un dannato e noi affannosamente a stargli dietro. Ci mettiamo così tanta foga a corrergli dietro che non ricordiamo quasi nessuna faccia che incrociamo, nessuna strada che seguiamo, nessun passo che facciamo.
Che sia giusto o no, non possiamo più permetterci di non stare al passo, e ciò comporta un esaurimento in breve tempo di forze, voglia, fino a toglierci anche il benessere.
Ok, mi direte, è necessario!
Ma è necessario anche fermarsi ogni tanto, è necessario anche stoppare il veicolo che guidiamo nervosamente, posteggiare sul ciclio della strada, aprire il finestrino, far entrare aria fresca e guardarsi intorno: li c'è il paesaggio. Lui non scappa, non ha fretta, è immobile, immenso e pacifico.
E' da ammirare!
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